Bonifica Telefoniche, Investigazioni Informatiche, Intercettazione microspie

Bonifica Telefoniche,  Investigazioni Informatiche, Intercettazione microspie - BONIFICA  TELEFONICHE

 

Intercettazione microspie

Vi sentite spiati? Controllati? Fuga di notizie riservate? Perdita di commesse? Pedinati? il vostro cellulare potrebbe essere sotto controllo?  Avete perso dei clienti importanti? Storno dei clienti o dipendenti? Concorrenza sleale? Avete in corso una separazione coniugale? Sappiate che esistono diversi dispositivi tecnologici di spionaggio: audio/video/dati e altro, di piccolissime dimensioni ed invisibili all’occhio umano e pertanto facilmente occultabili.

Non esitate a mettervi in contatto con noi per richiedere un preventivo gratuito. Contataci immediatamente tramite telefoni sicuri e/o cabine telefoniche per richiedere una consulenza o un preventivo:  

                                         Tel. 02-344.223 (r.a.)    h/24 Tel.02-5460600

 Le persone e le imprese sono sempre più a rischio di spionaggio informatico, intrusioni informatiche, perdita di dati, fuga di notizie, truffe informatiche,  delitti informatici e  condotte illecite ed abusive: Noi siamo in grado di svolgere investigazioni informatiche e proporre soluzioni operative di sicurezza.  Tutte le indagini  informatiche sono certificate ed al termine delle investigazioni informatiche verrà rilasciata una dettagliata relazione tecnica per eventuale uso Legale.

                                                                   Chi siamo:

L’agenzia investigativa Agata Christie Investigazioni private  è un’agenzia storica, operativa dal 1992, in tutto il territorio Italiano ed Estero ed e’ specializzata nelle investigazioni aziendali, concorrenza sleale, investigazioni private per infedeltà coniugale, rintracci di persone, indagini per sottrazione minori, indagini economiche, ricerca beni pignorabili in Italia ed Estero, indagini difensive o investigazioni penali  e  recupero crediti stragiudiziale, Indagini Informatiche e Bonifiche Telefoniche Investigazioni Informatiche, Indagini Informatiche, Computer Forensic, Recupero Dati, Perizie Giurate, Indagini Difensive.  L’agenzia Agata Christie Investigation è all’avanguardia nel settore delle indagini informatiche, con  servizi destinati alle aziende, studi Legali,  professionisti  e privati.  Le nostre investigazioni informatiche sono mirate e personalizzate e ottengo risultati eccellenti con letture forensi certificate, riproducibili anche in sede legale.

 

La corretta prevenzione è da sempre lo strumento indiscusso per tenere sotto controllo la propria riservatezza,  lo stato di salute, l'integrità aziendale e le strategie imprenditoriale.

Perché scegliere l’agenzia Agata Christie Investigazioni?

Perché da oltre 20 anni, siamo Leader nel nostro settore, siamo altamente  specializzati e professionali, nonché RISERVATI e CONCRETI!

 Agata CHRISTIE  Investigation®  Via Luigi  Razza 4 – 20124 Milano  - p.iva 10260380158

Siamo specializzati nelle indagini informatiche:

Le indagini informatiche sono rivolte alla ricerca di sistemi occultati  per le intercettazione audio/video/dati ed alla rilevazione di microspie sia in tecnologia digitale (di ultima generazione) che analogiche. Oggi il furto di dati informatici è all'ordine del giorno e causa milioni di euro in danni alle aziende e alle persone che vedono sfumare i propri progetti ed investimenti. La bonifica telefonica, informatica ed ambientali, ricerca eventuali sistemi di spionaggio di intromissioni illecite all'interno del Vostro sistema informatico, telefonico ed ambientale, che possono distruggere, copiare, inviare messaggi o file audio/video e dati dal contenuto riservato e, verificare  la presenza di sistemi di spionaggio installati nei Vostri sistemi informatici, telefonici, autoveicoli ecc.

 1)   Bonifica strumentale: la bonifica strumentale viene eseguita con gli apparati elettronici più evoluti in grado di rilevare anche le più innovative microspie, e hanno una durata illimitata, in quanto  alimentate direttamente dalla corrente della linea telefonica.

 2)   Bonifica telefonica: E’ un’operazione che evidenzia se vi sono delle intromissioni nelle vostre conversazioni telefoniche sia di rete fissa che di rete mobile, quindi del cellulare. Le modalità con cui vengono poste in tali operazioni sono le più varie e anche di semplice attuazione, espongono chiunque ad un controllo telefonico occulto, in quanto alimentate direttamente dalla corrente della linea telefonica.

 3)   Bonifica informatica: E’ un procedimento grazie al quale si evidenziano intromissioni illecite all'interno di un sistema informatico dal più semplice al più complesso che possono distruggere, copiare ed inviare messaggi da un contenuto riservato, siamo in grado di verificare la presenza di software non autorizzati istallati su pc, server, smartphone e tablet.

 4)     Bonifica autoveicoli: E’ un procedimento che rileva se all’interno dell’autoveicolo sono installati sistemi di spionaggio in GSM, quale localizzatore può trasmettere  immagini video ed audio e segnalare in tempo reale i propri spostamenti. Inoltre, le microspie GSM, sono in grado  di trasmettere a distanze illimitate tutte le conversazioni che avvengono in un determinato ambiente.

 

Ispezione fisica: l'attività viene svolta in modo accurato alla ricerca fisica di eventuali sistemi di intercettazione, che potrebbero essere in uno stato d'inattività ed in particolare:

 

 -Bonifiche ambientali.

-Bonifiche telefoniche.

-Indagini informatiche.

-Sicurezza informatiche.

-Recuperiamo dati cancellati da cellulari, computer, ecc.

-Indagini accertamenti intrusione sistemi informatici.

-Investigazioni sabotaggi sistemi informatici.

-Indagini incidente informatico.

-Investigazioni consulenza e sicurezza telematica.

-Bonifica elettronica automezzi.

-Tutela informatica contro lo spionaggio industriale.

-Sistemi satellitare antisequestro.

-Impianti sicurezza personalizzati.

-Bonifiche verifica dispositivi intercettazione.

-Indagini consulenze sicurezza telematica.

-Investigazioni e radiolocalizzazione satellitare.

-Indagini sicurezza aziendale.

-Contromisure elettroniche.

-Indagini riunioni strategiche.

-Computer Forensic.

-Recupero Dati.

-Investigazioni su Frode Informatica.

-Indagini Difensive.

-Tutela Marchi e Brevetti.

-Indagini su Fuga di Notizie.

-Controspionaggio Industriale.

-Antisabotaggio Industriale.

-Investigazioni Aziendali per Concorrenza Sleale.

-Indagini Violazione Patto di Non Concorrenza.

-Controspionaggio.

-Investigazioni aziendali.

-Scansione cellulare (Scanning Cell).

-Scansione personal computer (Scanning Pc).

-Indagini incidente informatico.

-Indagini consulenza e sicurezza telematica.

-Antifurto autoveicoli localizzazione satellitare.

-Tutela informatica contro lo spionaggio industriale.

-Tutela patrimonio aziendale.

-Sistemi satellitare antisequestro.

-Perizie varie.

 

La nostra agenzia di investigazioni private svolge una serie di perizie tecniche ed é collegata con un gruppo di esperti consulenti tecnici iscritti all’Albo dei CT e dei periti del Tribunale per:

 (Meccanica – elettrica – chimica – combustibili – automezzi – antinfortunistica stradale - Edilizia – impiantistica - attività marittime – aeree – trasporti – tecnica assicurativa - Preziosi – belle arti – antiquariato – medici – psicologi -Argenteria antica – elettronica ed informatica).

Le modalità con cui vengono poste tali operazioni sono le più varie e RISULTATI GARANTITI CON PROVE GIURIDICAMENTE VALIDE.

 

Occultamento di microspie:

Nei cablaggi dell’impianto elettrico o elettronici e/o rete, si possono  nascondere collegamenti di microfoni d’ascolto, telecamere,  computer, e trasmettere segnali audio/video o dati. I computer possono essere “infettati” con dei  software/hardware di monitoraggio delle attività di una postazione.

 

 

ANALASI

L’analisi delle linee telefoniche, elettriche o di trasmissione dati per la ricerca di dispositivi d’intercettazioni, in particolar modo quando si tratta di linee lunghe centinaia, se non addirittura migliaia di metri, possono essere svolte solo mediante l’utilizzo di un particolare strumento chiamato Ecometro Digitale.

Questo apparecchio è in grado di analizzare qualsiasi linea (anche sotto tensione) e di indicare su un display la presenza di anomalie (corto circuiti, circuiti aperti, connessioni in serie o in parallelo, induttanze, capacità, etc.) e/o microspie.

 

DOVE SI ACQUISTANO LE MICROSPIE:

Vi ricordiamo che la vendita di microspie e/o sistemi d'intercettazione audio/video/dati di elettronica e telefonica idonee ad intercettare conversazioni, dati, immagini, ecc. non è vietata. Sul web ci sono svariati siti che vendono prodotti per lo spionaggio a basso costo.

 

Vi ricordiamo che l'utilizzo illegale è tassativamente vietata a norme dall’art.617 c.p.

 

CHI E’ A RISCHIO DI SPIONAGGIO?

 

-Chi  ha un incarico di responsabilità in aziende Private e/o Pubbliche;

-Chi è impegnato politicamente;

-Chi svolge mansioni strategiche;

-Chi guadagna un particolare tenore di vita;

-Chi svolge la libera professione, per carpire informazioni riservate riguardanti i propri clienti;

-Chi ha denaro, potere, peso sociale;

-Chi è in fase di separazione coniugale;

-Aziende che partecipano a gare di appalto o strategie di acquisizioni o fusione;

-Chi svolge  strategie commerciali;

-Chi partecipa a gare di appalto;

 

 

                               AVETE IL SOSPETTO DI ESSERE SPIATI?

 contattateci immediatamente tramite telefoni sicuri e/o cabine telefoniche.

 

CONSIGLI PER LE PERSONE A RISCHIO:

-cautela, cautela, cautela.

 

 

                      Chiamaci per una consulenza gratuita oppure per un preventivo:

                      Agata CHRISTIE Investigation ® Via Luigi Razza 4 – 20124 – Milano

     TEL. 02/344.223 (R.A.) FAX 02/344.189 - FESTIVO NOTTURNO h/24 Tel. 02/5460600

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                                               Riproduzione Vietata (r)  (1992-2013)

 

 

Spionaggio industriale in crescita dell'800%

 

Secondo i dati dell'osservatorio nazionale per la sicurezza informatica gli attacchi informatici ad aziende e privati in tutto il mondo sono in continuo aumento. In molti stanno adottando strumenti per bonifiche ambientali in azienda.

 

10 gennaio 2013  - L’osservatorio nazionale per la sicurezza informatica di Yarix con sede vicino Treviso, ha evidenziato nei giorni scorsi un preoccupante aumento di attacchi informatici ad aziende e privati in tutto il mondo. La percentuale di dilatazione del fenomento segnalerebbe l’81% in più nel corso del 2012 per un totale di 5,5 miliardi di infiltrazioni in dati privati. Uno dei principali fattori che contribuirebbe alla crescita delle attività di spionaggio industriale sarebbe ravvisabile nella crisi economica globale della quale non si intravede ancora la fine e nella quale tutti sono impegnati a sottrarre al concorrente quanto più possibile al fine di incrementare, anche di poco, i propri guadagni.

Secondo quanto rilevato dall’Osservatorio veneto per la sicurezza informatica, la sottrazione di informazioni strategiche ai danni delle sole aziende del settore produttivo con sede nel nord-est italiano, nel corso dello scorso anno, è aumentata di oltre l’800%. Gli strumenti sono dei più disparati: microspie impiantate in accessori comuni, software spia installati di nascosto sui cellulari dei concorrenti, videocamere nascoste…

Lo spionaggio industriale rappresenta un reato che esiste da sempre, ma come abbiamo asserito in precedenza, in questi tempi di crisi sembra essersi acuito, causando numerosi casi di infedeltà del personale interno alle imprese. Il timore di licenziamenti facili o di provvedimenti di mobilità mettono a dura prova anche i professionisti che, sentendo sottostimate le proprie competenze o in alcuni casi per vendetta nei confronti dell’azienda, utilizzano la possibilità di accedere a dati ed informazioni importanti per poterli rivendere o sfruttarli ai propri scopi.

Tra i numerosi casi che quotidianamente vengono resi pubblici, quella di una multinazionale con sede principale in provincia di Verona che ha subito un attacco mirato contemporaneamente a tutte le sue cinque sedi sparse per il mondo. Dati cancellati e partizioni del sistema operativo crittografate che hanno reso inutilizzabili i sistemi. L’amministratore ha dovuto ricorrere alla cassa integrazione per diverso tempo per oltre 400 dipendenti, con perdite in termini di ordini per centinaia di migliaia di euro. Un incidente che si sarebbe potuto evitare se solo fossero stati adottati provvedimenti che assicurano la sicurezza informatica.
Firewall e antivirus aggiornati non sono abbastanza, videocamere di sorveglianza e periodiche bonifiche ambientali sono ormai da preventivare per assicurare una lunga vita alla propria azienda.

 

Fonte internet

 

SECURITY: boom di furti d’identità online in Italia

Presentato anche quest’anno il progetto “Per un web sicuro, promosso dal Movimento italiano genitori (Moige) in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni. L’iniziativa è stata inserita all’interno delle celebrazioni del Safer Internet Day 2013, la decima giornata europea per un web più sicuro.

La campagna del 2013 ha l’obiettivo di fornire a ragazzi, genitori e insegnanti tutte le informazioni necessarie per un corretto e responsabile uso della rete. Nel 2012 il progetto, realizzato in collaborazione con Trend Micro, Cisco e Polizia Postale e delle Comunicazioni e con il patrocinio di Anp – Associazione Nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola, ha coinvolto 30 scuole medie in 6 regioni italiane (Lazio, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Campania, Puglia) con la partecipazione di oltre 10.000 studenti e 21.000 adulti fra genitori e docenti.

L’accesso alla rete non ha solo moltiplicato le opportunità di comunicare ed informarsi, ma anche di entrare in contatto con persone animate dalle peggiori intenzioni e criminali di varia estrazione. Come ha spiegato stamane Antonio Apruzzese, capo della Polizia Postale e delle Comunicazioni (PolPost), “Abbiamo un enorme aumento di furti di identita’ su internet e ad esserne vittime sono soprattutto minori”. “rubare le password di accesso ad alcuni social network e’ uno dei giochi peggiori che si possono fare alla vostra eta’ e l’intento e’ spesso quello di emarginare qualcuno”, ha ricordato Apruzzese, “il furto di identità è un reato grave” e “certi giochini, come la pubblicazione di alcune fotografie, possono essere di una cattiveria terribile e causare importanti danni”.

Il cyberbullismo, la pedopornografia e lo stalking, per citare i reati più conosciuti, “sono pericoli gravi e non virtuali – ha dichiarato Apruzzese - che possono danneggiare in maniera grave l’integrita’ e l’incolumita’ dei nostri figli”. Un messaggio che è stato volutamente reso il più chiaro possibile, per far capire ai ragazzi, ma anche ai genitori e ai nonni, quali insidie nasconde la rete.

Come si legge in un comunicato stampa del Moige, da una ricerca sull’uso di internet da parte dei minori, condotta su un campione di circa 1000 minori in Italia, è emerso che 9 minori su 10 (l’87,8%) navigano in rete quotidianamente. Il 18% degli intervistati afferma di trascorrere in rete più di 3 ore al giorno: di questi, 5 su 10 (50, 5%) ha dagli 11 ai 13 anni. Sono invece circa l’8% i bambini che si connettono ad Internet per più di 5 ore e possiedono meno di 10 anni.

È aumentata anche la disponibilità di utilizzo del mezzo: 9 ragazzi su 10 dispongono di un computer a casa, ma il 39,4% utilizza il computer portatile e il 29,9% usa il mezzo dalla propria camera da letto. La percentuale più alta di coloro che utilizzano il pc in camera si concentra nella fascia d’età 11-13 (38,6%). 6 intervistati su 10 (57,6%) hanno risposto che sono da soli quando utilizzano internet. Allarmanti le percentuali rilevate secondo le classi di età: i minori dai 6 ai 10 anni che fruiscono della rete senza la presenza del genitore sono il 31,2%, addirittura 7 su 10 (72,5%) per la classe dagli 11 ai 13 anni, fino ad arrivare alla quasi totalità nella fascia che prevede i ragazzi dai 14 ai 20 (8 ragazzi su 10 sono privi del controllo diretto di un adulto).

Ancora più preoccupanti sono i dati riscontrati per gli appuntamenti al buio: il 14% degli intervistati ha incontrato le persone conosciute su Internet e il 13% dei ragazzi tra i 14 e i 20 anni ha scambiato il suo numero di cellulare con gli estranei contattati tramite chat.

FONTE INTERNET

 

 

 

 

Investigatore Private Codice Deontologico

Considerata la rilevanza dell’attività di investigatore privato, nel cui ambito vanno annoverate altresì le figure dell’informatore commerciale e dell’operatore di sicurezza ed al cui esercizio accedono le persone munite di specifici requisiti espressamente previsti dalla legge, previa apposita autorizzazione di polizia. Considerata, inoltre, la delicatezza delle singole operazioni effettuate nello svolgimento della attività investigativa, le quali spesso comportano l’ingerenza, con le informazioni assunte, nella sfera privata del destinatario della medesima, con evidenti ripercussioni di carattere giuridico ed etico. Vista, peraltro, la nuova normativa assunta dal Legislatore Italiano, il quale, in applicazione di una direttiva comunitaria, ha regolamentato e tutelato la riservatezza (c.d. privacy) delle persone fisiche e giuridiche, introducendo notevoli limiti all’utilizzo dei dati personali. Ritenuta, conseguentemente, la necessità di stabilire regole omogenee per la categoria professionale degli investigatori privati ad integrazione delle norme previste sia dal T.U.L.P.S. di cui al R.D. n. 773/1931 ed al relativo Regolamento di Esecuzione, sia dalla L. 675/1996. Viste le disposizioni previste dagli artt. 134 – 137 del R.D. n. 773/1931, dagli artt. 257 e ss. del Regolamento di Esecuzione del Testo Unico di Leggi di Pubblica Sicurezza, del D.L.vo n. 271 del 28 luglio 1989 e degli artt. 38 e 222 delle Norme di Attuazione, di Coordinamento e Transitorie del Codice di Procedura Penale nonché quelle stabilite dalla Legge 31 dicembre 1996 n. 675 e dai successivi provvedimenti del Garante – tra cui quello assunto in data 27 novembre 1997 b, 2/1997 “Autorizzazione al trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale de 29 novembre 1997 n. 279 e provvedimento n. 6 del 29.12.1997. La Federpol – Federazione Italiana degli Istituti Privati per le Investigazioni, per le Informazioni Commerciali e per la Sicurezza -, associazione professionale a carattere nazionale rappresentativa degli interessi dei titolari di autorizzazioni governative, ai sensi degli artt. 134 e ss. del Testo Unico di Leggi di Pubblica Sicurezza e 38 e 222 delle Norme di Attuazione, di Coordinamento e Transitorie del Codice di Procedura Penale adotta il seguente Codice deontologico. L’attività professionale di Investigatore privato, nella sua più ampia accezione, è improntata alla scrupolosa osservanza delle regole fondamentali di integrità morale, responsabilità professionale e riservatezza oltre il normale rispetto di tutte le leggi vigenti.

Capo 1
Principi generali

Titolo I
Affidamento ed integrità morale

Art. 1 L’investigatore privato, nell’esercizio dell’attività professionale, deve osservare scrupolosamente le normali regole di correttezza, dignità, sensibilità e alta professionalità, anche fuori dall’ambito lavorativo deve mantenere irreprensibile condotta, posto che nell’esplicare il delicato compito affidatogli dal cliente, l’investigatore non compie solo atti di interesse privato ma anche una precipua funzione sociale di pubblica utilità, affiancandosi, nei casi previsti dalla Legge, alle Forze dell’Ordine.
Art. 2 Assume particolare rilievo il comportamento che l’investigatore deve tenere nei confronti del Cliente: costituisce suo primo dovere quello di informare quest’ultimo su tutte le norme che regolano l’attività investigativa e sulle conseguenze giuridiche derivanti dall’azione svolta dall’operatore, con particolare riferimento alle disposizioni stabilite dalla Legge n. 675/1996.
Art. 3 L’atteggiamento che l’investigatore privato deve tenere nei confronti dei terzi, siano essi privati cittadini o pubbliche autorità, va improntato a criteri di massima disponibilità e di generale rispetto, sempre nei limiti previsti dalle leggi vigenti. Nei confronti degli organi a cui l’investigatore è sottoposto al controllo deve prestare la massima collaborazione sia nel fornire tutti necessari chiarimenti sullo svolgimento dell’attività investigativa, che nel prestare la propria opera nei casi in cui gli viene chiesto un intervento di ausilio per i fini di giustizia.
Art. 4 Il titolare della licenza nonché i suoi collaboratori, previamente segnalati alla Prefettura di competenza, devono sempre assolvere i propri doveri professionali con il massimo scrupolo ed impegno evitando sempre ed in ogni caso di commettere atti limitativi della libertà individuale. In particolare, gli stessi, nell’essere tenuti alla massima riservatezza sulle informazioni acquisite nell’esercizio della attività investigativa, devono provvedere all’osservanza scrupolosa delle disposizioni previste dalla L. 675/1996 concernente la tutela della privacy.
Art. 5 Nel rispetto delle norme di legge e della deontologia professionale, l’investigatore privato deve rappresentare e/o difendere il suo cliente in maniera tale che il suo interesse prevalga sul proprio e su quello di un collega o di terzi in generale; se egli non ritiene di essere in grado di assolvere all’incarico assunto, deve rinunciare espressamente all’incarico.

Titolo II
Segreto Professionale

Art. 6 Dovere fondamentale dell’investigatore, soprattutto in riferimento al rispetto della normativa sulla privacy richiamata all’art. 4, è quello di informare il Cliente sulla segretezza delle informazioni acquisite nei confronti del destinatario dell’investigazione, nei casi in cui è esentato dall’informare quest’ultimo di essere in possesso dei suoi dati personali; nonché di rendere edotto il committente quando lo stesso è esonerato dal richiedere il consenso dell’interessato per il trattamento dei dati acquisiti.
Art. 7 Indipendentemente dalla corretta e scrupolosa osservanza delle disposizioni stabilite dalla Legge n. 675/1996, i rapporti che deve tenere l’investigatore privato con la stampa, televisiva o giornalistica, devono essere improntati al rispetto ed alla tutela della riservatezza delle notizie acquisite per il tramite del proprio ufficio. In particolare, nei casi rari in cui non è tenuto ad osservare il dovere di segretezza e riservatezza, l’investigatore privato deve, comunque, valutare molto attentamente le conseguenze che possono derivare dalla notizie fornite ai mezzi di comunicazione, mediante il rilascio di dichiarazioni equilibrate e, di certo, mai lesive della dignità professionale di un altro collega o dell’intera categoria.
Art. 8 Ogni forma di pubblicità commerciale è libera, l’investigatore privato può intraprendere ogni iniziativa che ritenga più opportuna per pubblicizzare la propria attività; non sono ammesse né forme di pubblicità fuorviante, volte a reclamizzare prestazioni professionali non rientranti nell’ambito del titolo di polizia rilasciato all’investigatore privato, né forme di pubblicità cd. ingannevole, tali da indurre la Clientela a ritenere possibili prestazioni che non possono essere espletate legittimamente dall’intestatario del titolo di polizia. Ogni abuso sarà perseguito in sede civile e penale ed attraverso l’azione disciplinare così come prevista dal presente codice negli articoli che seguono.

Titolo III
Conferimento ed estinzione del mandato

Art. 9 Il titolare dell’autorizzazione di polizia non può delegare ad altri la direzione dell’attività investigativa; nel caso in cui si avvalga dell’opera di collaboratori deve impartire puntuali direttive ed indicazioni operative al fine del corretto svolgimento delle investigazioni e gli operatori non potranno, per nessun motivo, assumere decisioni o intraprendere iniziative senza l’assenso dell’investigatore privato.
Art. 10 L’investigatore privato può usufruire dell’operato di un collega per lo svolgimento di incarichi particolarmente complessi e previa comunicazione al Committente che deve esprimere il proprio consenso, anche in ordine al compenso per la prestazione effettuata dal collega collaboratore.
Art. 11 L’investigatore, prima di accettare un incarico professionale, deve valutare attentamente se sussistano casi di incompatibilità rispetto ad altri servizi precedentemente assunti; in particolare deve verificare la sussistenza o meno di conflitti di interessi tra i vari Committenti e se, del caso, rinunciare ad uno degli incarichi conferitigli.
Art. 12 Data la natura di attività di libero professionista, l’investigatore privato deve mantenere una posizione di imparzialità ed indipendenza anche quando aderisce ad organizzazioni societarie od associative aventi natura politica e/o partitica; non può, pertanto, mai farsi condizionare nello svolgimento della sua attività e tanto meno alterare il risultato della prestazione al fine di favorire l’organismo al quale appartiene.
Art. 13 L’investigatore privato, che è tenuto ad ottenere un esplicito mandato dal Committente che tenga soprattutto conto delle disposizioni previste dalla Legge n. 675/1996, deve rinunciare all’incarico quando lo stesso risulta contrario a leggi o regolamenti ovvero comporti l’espletamento di servizi espressamente vietati dalle leggi vigenti ovvero ancora possa ostacolare il normale svolgimento di indagini di polizia giudiziaria.
Art. 14 L’investigatore privato non può accettare l’incarico di un nuovo Cliente se la riservatezza sulle informazioni fornite da un vecchio Cliente rischia di essere violata o quando la conoscenza da parte dell’investigatore degli affari del vecchio Cliente avvantaggerebbe il nuovo.
Art. 15 Le norme di cui sopra sono ugualmente applicabili nel caso di esercizio della professione in forma societaria suscettibile, comunque, di far nascere uno dei conflitti di interessi descritti negli articoli 12, 13 e 14. Art. 16 L’investigatore privato non può utilizzare, per nessun motivo, le notizie acquisite per il tramite del proprio ufficio, meno che mai al fine di trarre per sé o per altri un beneficio diretto od indiretto; la sua posizione deve essere sempre improntata alla massima correttezza e serietà professionale, soprattutto quando la natura delle informazioni in suo possesso è particolarmente delicata.

Titolo IV
Determinazione del compenso

Art. 17 L’investigatore privato è tenuto a rispettare, nello stipulare i contratti di prestazione professionale, i limiti tariffari previsti dalle tabelle, debitamente affisse alla visione del pubblico nella sede dell’Istituto, approvate dalla Prefettura di competenza, al fine di evitare forme di concorrenza sleale.
Art. 18 L’onorario richiesto dall’investigatore privato deve essere illustrato al Cliente in tutte le sue voci e deve essere equo e pienamente giustificato.
Art. 19 L’investigatore non deve concludere patti con i quali il compenso sia riferibile al risultato ottenuto; in particolare non deve stipulare accordi con il Cliente che obbligano quest’ultimo a riconoscere all’investigatore una parte del risultato, sia esso somma di denaro o qualsiasi altro bene o valore conseguito a conclusione dell’attività investigativa.
Art. 20 Quando l’investigatore privato richiede il versamento di un acconto sulle spese e/o sulle tariffe applicate, questo non deve andare al di là di una ragionevole stima dei prezzi legittimamente praticati, in base al tariffario approvato dalla competente Prefettura, e dei probabili esborsi richiesti dalla natura dell’incarico investigativo.
Art. 21 Non è assolutamente ammesso dividere i compensi derivanti dall’incarico investigativo con persone che non siano anch’esse persone appartenenti alla categoria professionale.
Art. 22 L’art. 21 non si applica per quanto riguarda le somme o corrispettivi di qualsiasi natura versati da un investigatore privato agli eredi di un collega deceduto o a un collega che si sia ritirato nel caso di suo subingresso, quale successore nelle pratiche già seguite da tale collega.

Titolo V
Assicurazione per la responsabilità professionale

Art. 23 Non è obbligatorio ma sicuramente auspicabile che, a garanzia dell’attività esercitata, l’investigatore privato, oltre la cauzione versata alla Prefettura di competenza al momento del rilascio del titolo di polizia, stipuli apposita assicurazione per la propria responsabilità professionale entro i limiti ragionevoli, tenuto conto della natura e della portata dei rischi che si assume nel corso della sua attività..

Titolo VI
Rapporti con la Prefettura e la Questura territorialmente competente

Art. 24 L’investigatore privato deve esplicare le attività per le quali ha ottenuto espressamente l’autorizzazione di polizia, che è tenuto a rinnovare annualmente, seguendo le direttive impartitegli dalla Prefettura competente territorialmente, attenendosi, altresì, alle leggi vigenti in materia.
Art. 25 L’investigatore privato, titolare della licenza ex art. 134 T.U.L.P.S. approvato con R.D. n. 773/1931, è tenuto a dirigere personalmente l’attività, per la quale risponde nei confronti dei terzi e delle Amministrazioni addette al suo controllo, non potendo in alcun modo delegare nessuno a tali compiti.
Art. 26 L’investigatore privato deve, in particolare, annotare sul registro delle operazioni giornaliere, la cui tenuta è obbligatoria ai sensi dell’art. 135 T.U.L.P.S. e del relativo Regolamento di esecuzione, previamente vidimato dalla Autorità di Polizia competente: A) il nome, la data e luogo di nascita delle persone per le quali gli affari o le operazioni sono compiute. B) la data e la specie delle medesime, l’onorario convenuto e l’esito dell’operazione. C) gli estremi del documento di identità o di altro documento avente valore equipollente.
Art. 27 Costituisce un dovere dell’investigatore prestare la sua opera a favore dell’Autorità di P.S. che ne faccia apposita richiesta, aderendo, altresì, a tutte le istanze dalla stessa rivoltegli anche ai fini del controllo sull’attività dall’investigatore privato.
Art. 28 L’investigatore privato deve, prima di assumere personale addetto alla collaborazione nell’esercizio dell’attività professionale, provvedere a comunicare alla Prefettura territorialmente competente i singoli nominativi, la quale ne prenderà atto.
Art. 29 Il Questore è istituzionalmente preposto al controllo operativo sul corretto esercizio dell’attività dell’investigatore privato, il quale è tenuto a prestare la massima collaborazione nel caso di richieste ed ispezioni di controllo.

Titolo VII
Rapporti tra Investigatori Privati

Art. 30 Lo spirito di colleganza esige un rapporto di fiducia tra gli investigatori privati nell’interesse dei loro Clienti; esso non deve mai porre gli interessi degli investigatori privati in contrasto con quelli di giustizia, soprattutto quando opera nell’esercizio dell’attività investigativa per la difesa penale.
Art. 31 L’investigatore privato riconoscerà come colleghi tutti gli investigatori che hanno ottenuto la prescritta autorizzazione di polizia rilasciata dalla Prefettura di competenza. Art. 32 Data la natura estremamente delicata dell’attività esercitata dall’investigatore privato, tutte le
comunicazioni tra i colleghi sono da considerarsi confidenziali. Ciò significa che l’investigatore privato non rileva le comunicazioni a terzi e non trasmette copia della corrispondenza stessa al suo Cliente; quando tali comunicazioni sono fatte per iscritto devono portare, comunque, la dicitura “confidenziale”.
Art. 33 Nel caso in cui il destinatario non sia in grado di dare alla corrispondenza il carattere “confidenziale” sarà tenuto a rinviarla al mittente senza rivelarne il contenuto.
Art. 34 L’investigatore privato non può richiedere un compenso o quant’altro ad un suo collega né ad un terzo né accettare un onorario per avere indirizzato o raccomandato un cliente.
Art. 35 L’investigatore privato non può, altresì, versare ad alcuno un compenso o quant’altro quale contropartita per la presentazione di un cliente.
Art. 36 L’investigatore privato non può assumere un incarico investigativo od informativo se è a conoscenza del fatto che il potenziale cliente è già assistito professionalmente da un collega, a meno che il committente (cliente) non lo sollevi espressamente da tale obbligo nel mandato ovvero che il collega comunichi di aver rinunciato al servizio.
Art. 37 L’investigatore privato nel caso in cui sostituisce un collega in un servizio investigativo od informativo, deve previamente dare comunicazione a quest’ultimo ed essersi assicurato che sono state prese tutte le disposizioni necessarie per il regolamento delle spese e dei compensi dovuti al sostituito. Questo obbligo non rende, tuttavia, l’investigatore privato responsabile per il pagamento del compenso al suo predecessore.
Art. 38 Se debbono essere effettuati dei servizi urgenti nell’interesse del Cliente, prima che possano essere espletate le formalità previste dall’art. 37, l’investigatore privato ha il potere-dovere di farlo a condizione però d’informare immediatamente il collega che egli ha sostituito.
Art. 39 L’investigatore privato incaricato di affiancarsi ad un collega in un determinato servizio deve informare quest’ultimo. Le norme del suddetto codice deontologico sono, avvenuta l’approvazione da parte degli organi direttivi centrali, immediatamente operative nei confronti dei singoli associati alla Federpol, i quali sono tenuti al loro rigoroso rispetto. In caso di inosservanza delle disposizioni sopra elencate, gli associati saranno sottoposti al procedimento disciplinare di seguito indicato.

Procedimento disciplinare

Art. 40 I provvedimenti disciplinari che possono essere adottati nei confronti degli associati, in caso di violazione delle norme comportamentali descritte nel presente codice sono: A) Richiamo scritto: che consiste in un richiamo in ordine alla violazione compiuta e l’avvertimento che ciò non abbia più a ripetersi. B) Censura: consistente in una formale dichiarazione della violazione e del conseguente biasimo. C) Sospensione: ovvero l’inibizione, per un tempo non inferiore a due mesi e non superiore ad un anno dalla qualità di associato con la relativa impossibilità di partecipare alle attività sociali. D) Espulsione: consistente nella perdita definitiva della qualità di associato e nella conseguente cancellazione dal libro dei soci.
Art. 41 E’ possibile altresì comminare la sospensione cautelare, la quale costituisce un particolare strumento col quale l’associato temporaneamente viene sospeso dalla sua qualità, nel caso in cui lo stesso viene a trovarsi nelle seguenti condizioni: 1) ricoverato presso l’ospedale psichiatrico o in casa di custodia o cura. 2) sottoposto all’applicazione di una misura di sicurezza non detentiva di cui all’art. 25 c.p. ovvero all’applicazione provvisoria di una pena accessoria o di una misura di sicurezza.
Art. 42 Può essere altresì comminata la sospensione cautelare nel caso in cui l’investigatore privato associato sia sottoposto a sorveglianza speciale, ovvero sia destinatario di un mandato od ordine di arresto.
Art. 43 Il richiamo scritto può essere inflitto quando l’investigatore privato associato, nel violare una delle disposizioni del presente codice, dimostra superficialità e negligenza tale, comunque, da non arrecare danni a terzi (Cliente, collega o quant’altro).
Art. 44 La censura può essere determinata nel caso di più violazioni che rientrano nel richiamo scritto avvenute nel corso di due anni, se di diversa specie, di un anno nel caso di violazione della medesima specie.
Art. 45 La sospensione riguarda, invece, comportamenti violativi delle norme del presente codice frutto di attività dolosamente diretta ad arrecare ad altri un ingiusto danno e/o arrecare a sé o ad altri un indebito profitto o utilità.
Art. 46 L’espulsione può avvenire nei casi in cui l’associato, oltre ad aver compiuto più atti volutamente ed intenzionalmente violativi delle disposizioni sopra riportate, adotti comportamenti in aperto contrasto con i doveri di associato o che comunque arrechino danno e pregiudizio all’immagine della Federpol; può essere, altresì, espulso l’associato nel caso in cui, a seguito di comportamenti abusivi, gli venga revocata la licenza di polizia dalla Prefettura territorialmente competente.

La procedura amministrativa

Art. 47 Organo competente a decidere l’applicazione delle sanzioni disciplinari del Richiamo scritto e della Censura è il Consiglio della Regione presso la quale risulta svolgere l’attività l’investigatore privato sottoposto a procedimento disciplinare; in sede di appello è competente a decidere il Collegio dei Provibiri insediato presso la sede della Federazione Nazionale a Roma.
Art. 48 Organo competente a decidere l’applicazione delle sanzioni disciplinari della Sospensione (anche cautelare) e della Espulsione è il Collegio dei Provibiri insediato presso la sede della Federazione Nazionale a Roma; in sede di appello, per i soli casi di sospensione, potrà essere adito il Consiglio Nazionale.
Art. 49 Le decisioni prese e non appellate o confermate in sede di appello sono definitive.
Art. 50 Il procedimento disciplinare inizia o d’ufficio o su istanza della parte interessata; non appena perviene all’organo competente (Consiglio Regionale o Collegio Probiviri), questi svolge una sommaria istruttoria sui fatti per valutarne la fondatezza e la rilevanza, nonché la propria competenza a giudicare, informando contestualmente, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, l’investigatore interessato. Nel caso di conflitto di competenza, tra i Consigli Regionali o con il Collegio dei Probiviri, la decisione spetta al Consiglio Nazionale, cui vengono trasmessi gli atti dagli organi in contrasto, i quali danno avviso alla parte interessata, la quale nei 10 giorni successivi può far pervenire le sue osservazioni ai fini della decisione sul conflitto.
Art. 51 L’organo adito può: 1.- archiviare la procedura, qualora risulti infondata o irrilevante la notizia. La rinuncia del denunciante non fa venir meno il procedimento disciplinare; 2.- effettuare l’istruttoria, acquisendo, laddove prodotte, sia le argomentazioni addotte a giustificazione dall’interessato, sia le informazioni anche presso terzi sull’episodio in contestazione, sentendo lo stesso associato, nel caso in cui ne faccia espressa richiesta.
Art. 52 Al termine della fase istruttoria, l’organo adito provvederà in Camera di Consiglio ad emettere la decisione di: archiviazione oppure di applicazione della sanzione disciplinare, disponendo, altresì, il grado della relativa sanzione.
Art. 53 Avverso la sanzione disciplinare irrogata, nei casi in cui è ammesso, l’interessato può proporre appello all’organo superiore competente, come previsto dagli artt. 47 e 48 del presente codice, entro e non oltre 30 giorni dalla data di comunicazione della sanzione irrogata.
Art. 54 Il procedimento previsto per la decisione in appello è identico a quello disposto per il procedimento di primo grado.
Art. 55 La Federpol, per il tramite dei suoi organi regionali e nazionali, provvederà a comunicare alle Prefetture di competenza, le sanzioni disciplinari definitivamente irrogate ai propri associati, per gli eventuali provvedimenti che le stesse vorranno autonomamente assumere nei loro confronti.

PRIVACY

 

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L’elenco aggiornato con gli estremi identificativi di tutti i Responsabili del Trattamento, o dei soggetti a cui sono stati comunicati e/o ceduti i dati personali potrà essere da Lei richiesto in qualunque momento al Responsabile Interno Privacy Clienti, che provvederà immediatamente a renderglielo disponibile.
In ogni momento potrà, inoltre, anche esercitare i Suoi diritti nei confronti del Titolare del Trattamento, ai sensi dell'art. 7 del D.lg. 196/03, che per Sua comodità riproduciamo integralmente: 
Decreto Legislativo n.196/2003 - Art. 7 - Diritto di accesso ai dati personali ed altri diritti

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